Chi ha paura di Venerdì 17 ???

Venerdì 17. E l’anno è pure bisestile. Se potessero, i superstiziosi cancellerebbero, in via del tutto definitiva, questa data dal calendario. Costretti, come saranno, a trascorrere la giornata in arrivo evitando malocchio e iatture. Per chi, invece, scaramantico non è l’appuntamento è con il Cicap, il Comitato italiano per il controllo sul paranormale. Che per venerdì 17 febbraio ha organizzato in tutta Italia una giornata anti-superstizione: incontri sull’argomento ma anche iniziative come flashmob in diverse città d’Italia (a Milano l’appuntamento è in Galleria vicino al toro porta-fortuna) in cui, volutamente, si metteranno in scena tutti quei comportamenti che i superstiziosi reputano off-limits. Passare sotto una scala, rompere degli specchi e, magari anche attraversare dopo il passaggio di un gatto nero. «Tanta gente crede a rituali privi di fondamento e si fa condizionare negativamente la vita», spiega il segretario Cicap Massimo Polidoro. E questo vale tanto più in un momento di crisi, in cui «è facile che le persone si rivolgano all’irrazionale e si affidino a chi promette soluzioni facili». In Italia poi, stando agli ultimi rilevamenti di Eurobarometro, 58 persone su 100 ammettono di essere attratte da «idee irrazionali e superstizioni» e in Europa solo lettoni e cechi sono più scaramantici di noi.

di Francesco Sgaramella

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All I Do is Lin

Nato a Palo Alto nell’88 ma di orgini taiwanesi e cinesi,  Jeremy Lin è la nuova cenerentola del basket made in USA, proprio a New York, proprio nel cuore del sogno americano. Il suo allenatore Mike D’Antoni non lo vedeva nemmeno e lo considerava zavorra da panchina. Poi gli infortuni della squadra hanno costretto il coach a inventare una formazione alla “bene e meglio” a causa dei problemi fisici della squadra e l’assenza di un vero playmaker. E l’occhio è caduto sul gigante asiatico, che è entrato in campo nel match contro i Nets. 25 punti, 7 assist e 5 rimbalzi. Ed è stato subito amore. Anche in Rete.

Lin è diventato titolare inamovibile e la sua squadra ha vinto 6 partite di fila. Con l’apoteosi martedì quanto New York è andata a vincere a Toronto grazie a una tripla di Lin  a un secondo dalla fine. Jeremy è la nuova star dell’Nba e adesso vive in un appartamento alla  Tramp Tower di Manhattan, dopo aver abbandonato il divano della casa del fratello maggiore. La classica bella storia di sport, come direbbero gli addetti ai lavori. Una storia fatta anche di numeri: 39 punti contro i Lakers di Kobe Bryant e nuovo record di canestri nelle prime 5 partite consecutive da titolare. E un valore monetario calcolato attorno ai  14 milioni di dollari.

E’ ufficialmente scoppiata la Lin-mania e gli appassionati di Nba hanno un nuovo idolo. Inevitabilmente, anche la Rete è impazzita per lui. Si spazia dai paragoni: c’è  Buzz Lightyear, ovviamente, verso  LINfinito e oltre. E anche la rivisitazione del logo del campionato, da Where Amazing Happens a Where Lin Happens. È la Linsanity.

di Francesco Sgaramella

Il nuovo iPad??? Ci siamo quasi

 

Dopo mesi e mesi di rumors di ogni genere, ritrovamenti di bottoni e di quant’altro potesse stuzzicare la curiosità degli Apple fan, è arrivato il tradizionale momento in cui le “soffiate” sull’ultimo prodotto della Mela iniziano a farsi insistenti. È il segno che il prodotto in questione sta effettivamente per uscire. Stiamo parlando dell’iPad 3, o 2s o come dir si voglia. E’ arrivato il momento di far salire le attese. Ecco allora il Wall Street Journal che racconta di come una persona ben informata dei fatti (Apple non ha rilasciato nessun commento: la solita storia) ha detto che l’azienda di Cupertino rivelerà la nuova tavoletta all’inizio di marzo (sarà probabilmente il 7, come anticipato, secondo quanto dicono gli ottimamente informati). Proseguendo quindi sulle “indiscrezioni con fondamento”, il nuovo iPad avrà uno schermo con una risoluzione più elevata rispetto al 2 (si parlava di “retina display” in stile iPhone 4), e con connettività 4G proposta negli Usa da Verizon e AT&T. Si parla quindi di un chip quad-core A6 di Apple e il miglioramento della camera sul retro (8 Megapixel???).

La news forse più succulenta però è legata a un’altra indiscrezione raccolta dal Wall Street Journal, ovvero il fatto che Apple stia lavorando a una tavoletta con schermo più piccolo rispetto ai 9,7 pollici dell’attuale iPad. Manager anonimi di alcune aziende che lavorano con Apple hanno raccontato di come a Cupertino si stiano facendo delle prove con diversi partner (tra cui Lg) per realizzare un mini-iPad con schermo da 8”. I test sarebbero già avanzati e lo scopo ovviamente sarebbe quello di proporre una competizione più agguerrita ai modelli con Android, in particolare il rivale più agguerrito degli ultimi tempi, Samsung, i cui modelli vanno dai 7” ai 10,1”. Alla fine Apple potrebbe decidere di non procedere con questo nuovo modello, però è senz’altro da considerare come il principale oppositore alla produzione di un iPad con schermo più piccolo fosse proprio Steve Jobs. Che riteneva che 9,7 pollici fossero “ la dimensione minima per poter creare grandi applicazioni per un tablet”. Ma Steve non c’è più e malgrado l’azienda rappresenti ancora il 60% del totale delle vendite dei tablet nell’ultimo “quarter”, a Cupertino piace sempre giocare d’anticipo.

di Francesco Sgaramella

E’ vero che scrivere fa bene all’anima?

Scrivere fa bene alla salute, sia quella psichica che fisica. È un naturale processo umano l’atto di costruire storie, ed una naturale propensione umana cercare di dare un significato a quello che ci circonda. Ed il racconto autobiografico, grazie al quale possiamo arrivare a comprendere le nostre esperienze e noi stessi, è uno strumento potentissimo per la salvaguardia del nostro benessere psico-fisico. Tenere un diario, sul quale annotare, ogni giorno e a lungo andare, le esperienze e gli eventi negativi da cui siamo rimasti sconvolti o che hanno profondamente segnato la nostra vita, è una vera e propria auto-terapia e giova al benessere fisico e psicologico, riducendo lo stress e la suscettibilità allo sviluppo di malattie e migliorando l’umore e lo stato psicofisico generale.

Scrivere, infatti, rappresenta il movimento incessante del nostro pensiero che si concretizza, riesce a dare forma a ciò che pare tante volte impossibile da comunicare verbalmente per pudore? Per inabilità? Per impossibilità oggettiva? Non si butta fuori ciò che fermenta all’interno, ciò che cresce e inonda sino a ridurre lo spazio psichico individuale sostituendolo con una colata di sofferenza, di emozioni devastanti.

Le parole, le frasi prendono vita al di là del rispetto della sintassi e dell’ortografia, perché non è il virtuosismo che andiamo cercando, bensì quel canale del quale solo noi possediamo l’accesso; quel canale psichico nel quale svuotare la nostra sofferenza. Inoltre, la scrittura rappresenta una modalità atta a meglio interpretare la realtà, in quanto “parola scritta”, resa reale, ferma, ripetibile a distanza di tempo, contrariamente alla parola orale che è immediata, ma a volte scivola senza lasciare traccia. Permette di costruire significati, di costruire mondi possibili ed alternativi nei quali ricominciare ad esistere e ad agire.  

Tuttavia, non basta dar libero sfogo alle emozioni che un certo evento traumatico ci sta procurando e tradurle in parole, ma è anche, e soprattutto, necessaria un’elaborazione cognitiva dell’evento. L’organizzazione ed il ricordo di esso in modo coerente, l’integrazione di pensieri e sentimenti, dà vita ad un processo ricostruttivo dello stesso che diventa un vero e proprio racconto, una storia significativa, con riflessioni razionali che quasi mirano a voler spiegare agli altri le ragioni dell’evento stesso e che comportano immediati cambiamenti cognitivi, perché ci si confronta con le emozioni connesse all’evento traumatico narrato e se ne controlla l’impatto. Per star meglio, insomma, basta carta e penna.

di Donatella Rendine

Alice con gli occhi a mandorla

A immaginarla con gli occhi a mandorla non ci riusciremo mai, eppure Alice, la più europea dei personaggi letterari, ha trovato casa proprio a Tokyo. Disegnato da Eiichi Maruyama e Katsunori Suzuki, l’ Alice of Magic Restaurant porta alla realtà le invenzioni di Lewis Carroll interpretate dai classici disegni di John Tenniel. Tra alberi potati come i semi delle carte […]

La Terra dallo spazio: vista dall’ISS

Mentre si sta rannicchiati comodi nel proprio letto ogni notte, l’equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale gode sempre di una vista impareggiabile del nostro pianeta. Per tutti coloro che desiderano poter vedere ciò che gli astronauti vedono, qui ci sono i video  della Terra di notte ripresa dallo spazio.

Questi video spettacolari sono pieni di luci delle città che risplendono attraverso l’oscurità della notte. Ma anche incredibili fenomeni naturali, come le aurore, fulmini e la Via Lattea – che superano qualunque cosa creata dall’uomo.

Questi video sono in realtà centinaia di immagini fisse combinate tra loro in modo da dare un’idea di ciò che l’equipaggio della ISS vede volando sopra la Terra. La maggior parte di loro sono presi in sequenze di un fotogramma al secondo, tale da rendere la velocità reale della stazione in orbita.

di Francesco Sgaramella

Gli ingredienti segreti dell’amore

Ambientato a Parigi tra i libri e i tavoli di un tipico ristorantino francese, il romanzo del franco-tedesco Nicolas Barreau regala una storia d’amore davvero particolare, da film. Coincidenze e destino si intrecciano per raccontare lo strano, per non dire unico nel suo genere, incontro tra Aurèlie, proprietaria di un piccola ristorante in crisi con la vita, e un misterioso scrittore inglese che nasconde più di un segreto. Incomprensioni, equivoci e tante simpatiche trovate, una più assurda dell’altra, sono gli elementi portanti di questa favola romantica che fa bene al cuore e, soprattutto, fa venire una gran voglia di andare, o tornare, nella sempre magica Parigi. Affascinanti anche le descrizioni che riguardano le dinamiche tra scrittori, editor e agenti di una casa editrice.
Gli ingredienti segreti dell’amore è una lettura leggera adatta a chi cerca una storia rosa senza troppe pretese e vuole trascorrere un paio di pomeriggi spensierati sul divano, magari bevendo una tazza di cioccolata calda. E’ il tipico romanzo che, sin dal primo istante,ti affascina talmente tanto da leggerlo tutto d’un fiato alla scoperta dell’evolversi degli eventi.

Io, personalmente l’ho trovato molto romantico e appassionante, forse troppo smieloso, ma giusto per i romantici come me. Per farvi capire il tono del romanzo e lo stile dell’autore vi consiglio di leggere alcune frasi che ho voluto riportarvi qui di seguito:

“Quando sono triste o inquieta, compro dei fiori. Naturalmente mi piacciono anche quando sono felice, ma nelle giornate in cui va tutto storto i fiori segnano l’inizio di un nuovo ordine, un ordine che resta perfetto qualunque cosa accada. Metto qualche campanula in un vaso, pianto fiori sul mio vecchio balcone di pietra… Quando affondo le mani nella terra umida e la sento tra le dita, tutto diventa più semplice.….
Io, per esempio, colleziono pensieri. Una delle pareti di camera mia è tappezzata di foglietti colorati pieni di pensieri fugaci, che ho fissato proprio perché non andassero perduti. Pensieri su conversazioni captate per caso al ristorante, su rituali e sui motivi per cui sono tanto importanti, pensieri su baci scambiati al parco di notte, sul cuore e sulle stanze d’albergo, sulle mani, le sedie da giardino, le fotografie, sui segreti e su quando vengono svelati, sulla luce tra le foglie degli alberi e sul tempo quando si ferma. Le mie brevi annotazioni sono appuntate alla carta da parati come farfalle tropicali, attimi catturati, che non hanno altro scopo se non quello di starmi vicino, e quando apro la portafinestra e un soffio d’aria entra nella stanza fremono leggermente, quasi potessero volare via.”

di Donatella Rendine