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Bambini: così bravi al computer, non sanno allacciarsi le scarpe

Piccoli maghi del computer che sanno usare il mouse alla perfezione ma senza alcuna dimestichezza con i lacci delle scarpe. E’ la fotografia dei bambini di oggi scattata da uno studio di una società che si occupa di sicurezza su Internet, su 2.200 madri di 11 Paesi. I risultati,riportati dal quotidiano britannico “Daily Mail”, dimostrano che alle tappe di crescita della “tradizione” vanno sostituendosi quelle “digitali”. Troppo impegnati, i genitori non insegnano ai figli le abilità pratiche, dall’andare in bicicletta ad allacciarsi le scarpe da soli. Così, secondo dei ricercatori, invece di vivere esperienze nel mondo reale, i bimbi imitano i “grandi” usando alla perfezione i cellulari e le altre ” diavolerie” tecnologiche, a spese del proprio sviluppo sociale e benessere fisico. Per Sue Palmer, esperta di sviluppo del bambino, “incoraggiando i piccoli a vivere un’esperienza virtuale” si rischia di compromettere il loro normale sviluppo. “Sono abituati- ha spiegato- alla soluzione rapida e alla facile ricompensa nella comunicazione, e non imparano a investire lo sforzo emotivo necessario nei rapporti reali”. Quello che serve oggi per uno sviluppo corretto- ha sottolineato l’esperta- “è un gioco reale con persone reali”. Il 23 per cento dei bambini coinvolti nella ricerca ha dichiarato di saper usare il cellulare e un quarto di navigare tra i siti web con facilità. Inoltre un bambino su 5 ha sviluppato i suoi sensi tra smartphone  e iPad, due terzi sanno usare il computer e il 73 per cento sa come muovere il mouse. Tanto spigliati nella vita digitale, quanto impacciati con questione di vita reale: soltanto l’11 per cento ha imparato ad allacciarsi le scarpe da sole prima degli undici anni.

di Donatella Rendine

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Ecolamp “illumina” la coscienza ecologica al Carnevale di Venezia


Per divertire e sensibilizzare in maniera coinvolgente tutti coloro che affolleranno la città di Venezia nei giorni del Carnevale – da sabato 4 a martedì 21 febbraio – anche quest’anno Ecolamp animerà il Sestiere di Campo San Polo, con spettacoli, giochi interattivi e intrattenimenti di carattere ludico-didattico.
In linea con il tema conduttore di quest’edizione “La vita è teatro. Tutti in maschera”, il Consorzio per il recupero e il trattamento delle lampade fluorescenti esauste allestirà il Teatro della Luce e del Riciclo, all’interno del quale tutti i visitatori, soprattutto i più piccoli, potranno vivere un’esperienza magica e favolosa: giochi di prestigio, acrobazie e spettacoli verranno organizzati da artisti di varia natura per rappresentare in maniera giocosa, ma chiara e comprensibile, il tema importante della raccolta differenziata delle sorgenti luminose a basso consumo. “Imparare divertendosi è da sempre il criterio a cui si ispirano le iniziative didattiche di Ecolamp che, fin dal primo anno di partecipazione al Carnevale di Venezia, ha contribuito a sensibilizzare ed educare adulti e bambini sulle modalità di corretto smaltimento delle moderne lampadine fluorescenti, che stanno sostituendo le vecchie lampade a incandescenza, sui risultati del loro riciclo e sui valori della tutela ambientale”, ha commentato Fabrizio D’Amico, Direttore Generale di Ecolamp.
A tutti coloro che visiteranno il Teatro della Luce e del Riciclo Ecolamp consegnerà delle mascherine da indossare che raffigurano quattro tipi di lampade di nuova generazione in versione sia femminile che maschile. Inoltre, ritornano anche quest’anno le due mascotte Ecolamp, che sfileranno per le vie della città, coinvolgendo i cittadini e trasferendo i concetti di sostenibilità ambientale, e parteciperanno al Concorso per la Maschera più bella del Carnevale 2012. Il Carnevale di Venezia, oltre a rappresentare per Ecolamp un’occasione importante per trasferire messaggi chiave ad un pubblico ampio, offre anche un’opportunità per comunicare i dati ufficiali di raccolta dell’anno appena concluso e dei primi mesi dell’anno in corso durante la conferenza stampa organizzata per il 15 febbraio prossimo al Teatro della Luce e del Riciclo in Campo San Polo.

di Donatella Rendine