Gli ingredienti segreti dell’amore

Ambientato a Parigi tra i libri e i tavoli di un tipico ristorantino francese, il romanzo del franco-tedesco Nicolas Barreau regala una storia d’amore davvero particolare, da film. Coincidenze e destino si intrecciano per raccontare lo strano, per non dire unico nel suo genere, incontro tra Aurèlie, proprietaria di un piccola ristorante in crisi con la vita, e un misterioso scrittore inglese che nasconde più di un segreto. Incomprensioni, equivoci e tante simpatiche trovate, una più assurda dell’altra, sono gli elementi portanti di questa favola romantica che fa bene al cuore e, soprattutto, fa venire una gran voglia di andare, o tornare, nella sempre magica Parigi. Affascinanti anche le descrizioni che riguardano le dinamiche tra scrittori, editor e agenti di una casa editrice.
Gli ingredienti segreti dell’amore è una lettura leggera adatta a chi cerca una storia rosa senza troppe pretese e vuole trascorrere un paio di pomeriggi spensierati sul divano, magari bevendo una tazza di cioccolata calda. E’ il tipico romanzo che, sin dal primo istante,ti affascina talmente tanto da leggerlo tutto d’un fiato alla scoperta dell’evolversi degli eventi.

Io, personalmente l’ho trovato molto romantico e appassionante, forse troppo smieloso, ma giusto per i romantici come me. Per farvi capire il tono del romanzo e lo stile dell’autore vi consiglio di leggere alcune frasi che ho voluto riportarvi qui di seguito:

“Quando sono triste o inquieta, compro dei fiori. Naturalmente mi piacciono anche quando sono felice, ma nelle giornate in cui va tutto storto i fiori segnano l’inizio di un nuovo ordine, un ordine che resta perfetto qualunque cosa accada. Metto qualche campanula in un vaso, pianto fiori sul mio vecchio balcone di pietra… Quando affondo le mani nella terra umida e la sento tra le dita, tutto diventa più semplice.….
Io, per esempio, colleziono pensieri. Una delle pareti di camera mia è tappezzata di foglietti colorati pieni di pensieri fugaci, che ho fissato proprio perché non andassero perduti. Pensieri su conversazioni captate per caso al ristorante, su rituali e sui motivi per cui sono tanto importanti, pensieri su baci scambiati al parco di notte, sul cuore e sulle stanze d’albergo, sulle mani, le sedie da giardino, le fotografie, sui segreti e su quando vengono svelati, sulla luce tra le foglie degli alberi e sul tempo quando si ferma. Le mie brevi annotazioni sono appuntate alla carta da parati come farfalle tropicali, attimi catturati, che non hanno altro scopo se non quello di starmi vicino, e quando apro la portafinestra e un soffio d’aria entra nella stanza fremono leggermente, quasi potessero volare via.”

di Donatella Rendine

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