Hugo Cabret

Martin Scorsese torna alla carica con un film, che mascherato da storia fantastica per ragazzi, nasconde un omaggio al più grande innovatore della storia del cinema: Georges Méliès. Una bellissima favola per raccontare la passione per la settima arte, a metà tra tecnologia e illusionismo.

Il film è tratto dal romanzo illustrato “La straordinaria invenzione di Hugo Cabret” di Brian Selznick. Ma di cosa parla Hugo Cabret?

Di un ragazzino orfano e senzatetto che vive segretamente tra le mura della stazione ferroviaria di Montparnasse a Parigi negli anni venti. Del padre orologiaio conserva un automa rotto che si ostina a voler riparare. Con l’aiuto dell’eccentrica Isabelle scopre che l’automa conserva segreti che riportano a galla vicende del passato. Sono storie e ricordi che coinvolgono anche il padrino della ragazza, il proprietario di uno strano negozio di giocattoli. L’uomo nasconde un segreto: è uno dei più grandi registi di tutti i tempi, Georges Méliès.

L’uomo che ci spedì per primi sulla Luna, colui che diede vita al montaggio, le dissolvenze, lo spostamento della camera per ingrandire o rimpicciolire gli oggetti, l’arresto della ripresa per far sparire o riapparire di colpo le persone, tutte tecniche inventate da Méliès. Un genio assoluto del cinema, che nonostante tutto questo morì in povertà, perché dimenticato, dopo esser stato per anni esaltato. D’altronde la guerra spazzò via sogni ed illusioni, mutando il gusto del pubblico e tranciando le gambe alle sue visioni, al suo cinema fantastico, fatto di mondi futuristici e creature misteriose. Oggi, 75 anni dopo, Scorsese ha voluto così ricordare quel genio assoluto a cui tutti i ‘cinefili’ dovrebbero dire grazie, per aver contribuito ad inventare e a far nascere un simil spettacolo, reso con Hugo Cabret a dir poco impeccabile.

Una storia fantastica, per due registi straordinari. Il primo, riuscito oltre 100 anni fa ad innovare un’invenzione, dando vita alla settima arte, ed il secondo, capace di meravigliarci partorendo un altro capolavoro. Perché esattamente questo è Hugo Cabret. Un capolavoro. 170 milioni di dollari di budget, l’intera stazione ferroviaria di Parigi ricostruita dai nostri Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, scenografie eleganti, un 3D avvolgente, una storia commovente quanto straordinariamente affascinante, ed una regia magistrale, ferma, decisa, visionaria, incapace di incrociare l’ovvio e la banalità per lasciarsi andare a continue sorprese, toccando vette impensabili. E invece eccoci qui, dinanzi al gioiello che ha fatto incetta di nomination all’Oscar, meritando un probabile trionfo tutt’altro che scontato.

Annunci

Tag:, , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: